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Lupercalia
Questa dei Lupercalia era la festa di purificazione e fertilità più importante dell'antica Roma. Giovani uomini, detti Luperci, si vestivano di sole pelli di capra e correvano e gridavano come invasati per le vie della città; con un frustino fustigavano le donne che volevano rimanere incinte, le quali si offrivano ben volentieri.
Era dunque un rituale di fecondità atto a purificarle e renderle pronte a contenere nuova vita. Un gesto con il quale si propiziava il naturale ciclo riproduttivo.
Ma, naturalmente, il rituale era molto più ampio e complesso di così, difatti c'era anche la parte iniziatica al culto, ma di questo vi parlerò meglio nel libro.
A ogni modo, siamo a metà febbraio, un paio di giorni prima si era festeggiato il dì sacro a Fauno, si avvicinava la primavera e il concetto di purificazione preventivo all'ottenimento del rinnovo che è alla base di tutte le culture mediterranee.
Fino a tarda notte le feste si protaevano tra scherzi, canti, balli, banchetti e, naturalmente, tanto sesso. I Lupercalia furono celebrati fino alla fine del V secolo d.C., quando vennero poi aboliti da Papa Gelasio I. Immaginate dunque quanto fossero sentiti e voluti dalla popolazione. E' da questo substrato antropologico che oggi festeggiamo il loro pallido ricordo chiamato "San Valentino" (di cui vi ho parlato nel post di ieri).
Ma San Valentino non è l'unica festa che deriva dai Lupercalia: anche il Carnevale trae alcuni aspetti da queste celebrazioni (tra cui i concetti di purificazione e di caos) e da altre, di cui vi ho parlerò nel post del 4 marzo.
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Illustrazione di Virginia Lupis
Festa degli Innamorati
Lunga e tortuosa è la storia che lega Cupido e San Valentino alla festa degli innamorati.
Le origini di questa giornata dedicata all'amore traggono origine in prima battuta dai Lupercalia romani, che si tenevano il 15 febbraio, il cui fulcro centrale era la purificazione e la conseguente preparazione femminile ad accogliere la vita (e a ben guardare è il tema dell'intero mese), ma di questo ve ne parlerò domani.
San Valentino non ha niente di niente a che vedere con il 14 febbraio, se non la data - decisa a tavolino - della sua morte. In vita il Vescono di Terni non si era particolarmente distinto per qualsivoglia attività relativa ai matrimoni, infatti le storie che raccontano che lui sposasse i ragazzi in gran segreto dalle loro famiglie, sono solo leggende create ad hoc.
Tuttavia serviva un santo cristiano che scalzasse via le antiche tradizioni pagane dei Lupercalia ancora vive nel V sec. d.C. e perciò aboliti da Papa Gelasio I nel 496 d.C.
Nemmeno Cupido aveva molto a che vedere con la festa, ma qui entra in gioco la fantasiosa penna dello scrittore Geoffrey Chaucer il quale, alla fine del 1300, scrisse un poema in occasione del matrimonio tra Riccardo II e Anna di Boemia. Secondo lo scrittore solo il 14 febbraio gli uccelli iniziavano a cantare e a corteggiarsi e, indirettamente, mette in relazione la figura di Cupido con le festa degli innamorati.
E allora amore sia! Vi auguro una felice giornata d'amore, con la speranza che la fiamma che percepite oggi sia uguale nei giorni e negli anni a venire.
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Illustrazione di Virginia Lupis
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Per la lettura oracolare del giovedì, Chiara di @soulforesting ci propone una stesa con il mazzo “L’Oracolo dello Sciamano”, ricco di elementi del mondo sciamanico e di simbolismo pregnante
La TERRA veicola tutto ciò che è vita, abbondanza, benessere ma anche il rispetto per la natura e la Terra stessa che ci nutre e ci fornisce tutto questo. Per vivere bene e sani, però, dobbiamo aver cura anche di noi stessi: essere gentili con noi, trovare conforto nelle persone che ci vogliono bene e nella natura che ci è madre
Il FULMINE è la scarica elettrica che ha dato inizio alla vita sulla Terra, la illumina, la sospinge, ma attenzione: può anche bruciare tutto. In questo momento di risveglio della natura anche questa luce si risveglia, per darci chiarezza e direzione, MA…
Lo SCIAMANO MISTICO ci invita a imparare la sottile arte dell’equilibrio tra le cose, la danza tra Cielo e Terra che ci permette di essere nel mondo ma non del mondo. Rinnovamento significa anche purificarsi da ciò che ci tiene legati a storie che non ci appartengono più, a versioni di noi che devono cambiare forma, mutare pelle. La danza dello Sciamano Mistico è quella che tesse nuove storie, nuove realtà, nuove strade
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Il Rogo del Diavolo
Siamo ormai nel pieno delle feste solstiziali e, come abbiamo visto nel post di ieri, il lato oscuro del periodo "natalizio" (che poi non è altro che lo strascico della discesa negli Inferi iniziata con l'autunno), ha ormai preso piede.
Nei paesi cristianizzati dopo la scoperta dell'America, è facile imbattersi in feste dal sapore sincretico, che hanno cioè assorbito lo spirito cristiano, pur manifestando gli antichi usi pagani.
E' il caso del Rogo del Diavolo, che si svolge in Guatemala: tale evento viene festeggiato in modo selvaggio, con rituali che sanno di paganesimo arcaico, come i falò, le mascherate e gli scherzi.
Per tutto il giorno ragazzi vestiti da diavoli rincorrono i bambini per spaventarli giocosamente; per strada è facile beccarsi qualche scherzo poco carino come il lancio delle uova o la schiuma in testa...
Fuori dalle case vengono accesi centinaia di lumini e in strada vengono bruciate tonnellate di immondizia accumulata appositamente durante l'anno.
Il culmine della festa è l'accensione dell'effige del Diavolo: un enorme fantoccio trasportato su di un piedistallo dotato di ruote e portato nella piazza principale di ogni città.
Dopo il rogo si dà il via alle danze e ai giochi pirotecnici.
Anche se oggi la data del 7 dicembre è stata scelta per via dei nove mesi dopo la nascita di Maria Vergine, anticamente il rito si svolgeva poco prima del solstizio per purificare ogni città e ogni casa.
Illustrazione di Virginia Lupis
San Nicola e il Krampus
Questa notte, in molte case italiane, San Nicola ha portato i doni di Natale ai bambini buoni. Mentre ai cattivi è toccato in sorte...
Ma andiamo per ordine. San Nicola di Bari (o di Myra, Turchia) è uno di quei santi le cui origini e tradizioni sono legate ai culti solstiziali precristiani.
E' connesso anche ai fenomeni meteorologici, infatti la prima settimana di dicembre comincia a manifestarsi il freddo rigido dell'inverno, tant'è che un detto popolare recita: “San Nicola arriva carico di neve”.
Lunga è la storia che lo porta a fondersi - a grandi linee - con la figura di Odino, altro portatore di doni che montava Sleipnir (il cavallo a 8 zampe con il quale varcava i confini dei mondi), ma anche con Saturno e con Father Christmas, creando così il Babbo Natale che conosciamo oggi.
Suo fedele servitore è Krampus, un demone sconfitto dal santo e, dunque, condannato a servirlo per l'eternità. Il Krampus è l'altra magnifica rappresentazione dell'antica religione pagana. Gli studiosi lo associano a diverse divinità precristiane, in particolar modo al bel Fauno, che proprio il 5 dicembre veniva festeggiato nell'antica Roma (vedi post di ieri) e con cui sembra condividere alcune ritualità.
Il Krampus è un personaggio chiave nella mitologia extra-cristiana: egli accompagna San Nicola durante la notte delle regalìe: se i bambini sono stati bravi riceveranno i doni dal santo, ma se sono stati cattivi allora il Krampus li porterà via dalle loro famiglie, rinchiusi in una gabbia di legno.
La sua figura è centrale nelle storie dell'Europa di lingua tedesca, e le feste in suo onore si svolgono anche in Italia, nell'arco alpino tra Friuli e Trentino, anche se non mancano in zone meno probabili come la zona del Bellunese, in Veneto.
La festa di San Nicola ha come fulcro una sfilata per le vie del paese: prima arriva il santo, a piedi o su di un carro, che distribuisce caramelle e dolcetti a tutti i bambini; poi arriva il Krampus, con al seguito una corte di demoni spaventosi, armati di fruste e catene.
Illustrazione: illustratore sconosciuto, crediti su segnalazione.
Faunalia Rustica
Alle none di dicembre, a Roma, iniziavano le celebrazioni per il dio Fauno, quale protettore dei pastori, del bestiame e della loro fecondità. Le feste si protraevano fino all'8.
Avvicinandoci al solstizio invernale il clima freddo cominciava a essere un problema molto sentito, soprattutto per chi viveva in campagna e in collina come, per l'appunto, i pastori, il cui lavoro diventava molto più difficile in questa stagione.
Molti degli animali allevati venivano sacrificati in questo periodo perché il loro mantenimento era proibitivo durante la stagione fredda.
Ma in questi 4 giorni si pensava solo a festeggiare. Al tempio di Fauno, situato sull'Isola Tiberina, si officiava con offerte e largo uso di incenso.
Il bestiame veniva lasciato libero di pascolare nei campi aperti, fuori dalla città, senza la supervisione dei pastori, perché - si diceva - che oggi nessun lupo li avrebbe attaccati.
Nel mentre, i pastori banchettavano accanto a falò accesi per l'occasione. Si festeggiava con canti e balli fino a notte fonda, in compagnia del buon vino.
Illustrazione di Lucy Lisett
La dea Anu e la Madonna Nera di Le Puy in Valey
Il 9 settembre la Chiesa francese festeggia l'apparizione della Madonna Nera che, nel III secolo d.C., si manifestò a una donna che soffriva di una febbre altissima, promettendole che sarebbe guarita di lì a poco. Quando il miracolo avvenne, si decise di costruire una cattedrale sul luogo dell'apparizione.
Come ben sapete, quando posto santi e madonne, è perché nelle loro storie si celano avvenimenti antichi di estrazione precristiana.
Difatti il luogo dove sarebbe apparsa la Madonna Nera era in realtà sede secolare di un culto assai più antico, probabilmente rivolto alla dea Anu, divinità irlandese legata alla fertilità della terra e alla morte. Anu era la patrona tutelare di Anis, capitale della regione dell'attuale Velay.
Inoltre nella cattedrale è conservata una lastra nera di roccia vulcanica grande 2x3 metri, chiamata "pietra delle febbri". I fedeli vi si sdraiavano sopra quando erano affetti da febbre e ne traevano guarigioni miracolose. Oggi è chiusa in una teca.
La lastra, però, è ciò che rimane di un antichissimo dolmen in pietra basaltica che si trovava esattamente nel luogo della famosa apparizione. Il dolmen era probabilmente situato lì da millenni ed era meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli di Anu.
Oggi, quindi, brindiamo alla maestosità di Anu e offriamole una pietra lavica perché ci protegga dalle imminenti febbri invernali.
Illustrazione: autore sconosciuto, crediti su segnalazione.
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